L’attore/doppiatore non può prescindere da un’accurata preparazione psico-fisica ed emotiva. Svolge infatti un lavoro nel quale si ritrova a scavare all’interno della propria interiorità con un obiettivo ben preciso: raggiungere risultati pregevoli mediante il pensiero e la sfera emotiva. Questi elementi, veicolati dalla voce, si trasformano poi con naturalezza in suoni, e concretizzano personaggi che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero essere sempre credibili.
Un vero e proprio processo alchemico.
È importante che il doppiatore acquisisca la capacità di riflettere la tensione espressiva del personaggio doppiato, così da poterla poi generare a microfono nel modo più efficace e consono possibile.
Per ottenere questa abilità, il doppiatore deve imparare ad avvalersi dei propri strumenti psico-fisici, emotivi e vocali al fine di rendere familiari gesti, frasi, azioni e parole dei personaggi interpretati, anche se molto diversi da quelli del proprio vissuto quotidiano.
Il doppiatore deve quindi ambire ad intrecciare il proprio talento naturale a quelli che sono i mezzi espressivi universali. Solo così potrà poi instaurare un solido legame tra la propria sfera emozionale e il proprio personaggio.
PROGRAMMA DEL WORKSHOP
– Andremo a sperimentare di persona il parallelismo tra la preparazione psico-fisica di un atleta e la preparazione psico-fisica di un attore, in presenza di un professionista di una disciplina sportiva. Sará quindi necessario per tutti i partecipanti avere un outfit comodo, poiché è prevista anche (moderata) attività fisica.
– Lavoro sui cinque sensi: con l’ausilio di esercizi mirati, entreremo in contatto con la nostra parte interiore per raggiungere l’empatia e la risonanza espressiva peculiare di ogni bravo doppiatore. Questa capacità empatica è una caratteristica fondamentale da acquisire, poiché il doppiatore, a differenza dell’attore, non dispone di nessun elemento orientativo fisico, come ad esempio un set, una location o un palcoscenico, e nemmeno di oggetti di scena. Perciò diventa fondamentale per il doppiatore (o la doppiatrice) possedere questa capacità di immedesimarsi in una situazione e di calarsi al meglio in un ruolo specifico, e quindi nei panni del proprio personaggio.
– Infine andremo ad approcciarci direttamente al microfono, doppiando alcune scene tratte da una serie molto nota, sempre sotto la supervisione di Ilaria Latini e Giuppy Izzo.
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enrico@verticalab.it